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25/04/2017

Il Saluto del Sindaco per il 72° anniversario della Liberazione

Sono passati 72 anni e sta finendo il tempo della memoria.

Ricordare il 25 aprile 1945 vuol dire anzitutto dare una possibilità straordinaria a chi non c'era, i tanti giovani d’oggi, di conoscere la Resistenza nel suo significato essenziale: quel giorno il Popolo italiano ha ri-conquistato la libertà, ha rialzato la testa dalla dittatura, ha ridato la speranza; lo ha fatto grazie all'impegno attivo, coraggioso, di una minoranza; è avvenuto con una lotta senza tregua da parte anche di ignoti, spesso giovanissimi di cui resta il segno nelle lapidi, nei monumenti, a cui rivolgiamo un pensiero di profondo ringraziamento.

Quell'esperienza fu caratterizzata da un assoluto senso del dovere da cui trarre esempio nei comportamenti di oggi.
È sufficiente guardarsi intorno per vedere la distanza che ci separa fra quanto progettato dall’antifascismo e la nostra vita attuale.

L’antifascismo, nelle sue varie anime, aveva previsto un futuro diverso da quello in cui invece viviamo.
Libertà, Uguaglianza, Diritti, Democrazia: non sono concetti vuoti, sono il fondamento della nostra quotidianità. Perché tali concetti possano continuare ad essere il pilastro della nostra società devono essere coltivati, accuditi, vissuti.

Non sempre però questo accade.
Questa nostra società del XXI secolo è molto strana!
Non abbiamo paura di chi professa odio ed indifferenza, ma abbiamo paura del debole e del diverso.

Con frequenza siamo pronti a chiedere privilegi per noi stessi e non abbiamo attenzione nel chiedere, nel pretendere, diritti per tutti.
Troppo spesso siamo indifferenti verso quello che accade e che ci accade.

Gramsci diceva:
“Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.
Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

[Antonio Gramsci] 11 febbraio 1917

Dobbiamo ripartire dai valori che animarono gli uomini e le donne, i giovani che 72 anni fa contribuirono a rifondare lo spirito democratico del nostro Paese.
Il 25 aprile ancora oggi è un punto di riferimento.
Non rimaniamo indifferenti, viviamo da Cittadini!

Buon 25 aprile a tutti!

“Giovani […] fate quello che abbiamo fatto noi alla vostra età, date alla vostra vita un’idea, una fede, fate che una fede illumini ogni giorno della vostra giornata, ed allora sentirete che la vita vale la pena di essere vissuta”

(Sandro Pertini)
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