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18/01/2017

GIORNATA DELLA MEMORIA
La sonata di Auschwitz

ANPI Sezione Inveruno e Cuggiono "Martino Barni" con il patrocinio del Comune di Inveruno in occasione della Giornata delle Memoria propongono

Venerdì 27 gennaio 2017

Ore 21,.00
Sala Francesco Virga, Biblioteca Comunale
Ingresso libero

Accademia Viscontea

La sonata di Auschwitz

Musica e politica dal Fascismo alla Shoah (1938-1945)
Spettacolo multimediale
Un incontro per non dimenticare la più grande tragedia del XX secolo attraverso l'insolito sguardo della musica.
Esecuzioni musicali, racconti, immagini e filmati riveleranno curiosi e inediti aspetti della politica culturale delle dittature nazi-fasciste e degli orrori del campo di concentramento

locandinda giornata memoria 2017

Comunicato ANPI

Sono tanti gli appuntamenti che in questi giorni ci riportano con il pensiero e con il cuore alle atrocità della guerra. Tante le parole e le immagini che urtano la nostra coscienza, riflessioni che però non devono durare solo il tempo di una serata o lasciarci il sapore di un “dovere compiuto”.
A.N.P.I. ha l’obbligo morale di mantenere vivo il ricordo ogni giorno, e questo evento è solo una piccola testimonianza di un lavoro incessante che svolgiamo costantemente per la “manutenzione della memoria”.
Vi invitiamo quindi a partecipare numerosi a uno spettacolo che, attraverso la musica, le parole e le immagini ci aiuterà a non dimenticare l’orrore compiuto.
…io accetto questa nuova certezza: vogliono il nostro totale annientamento. Ora lo so: Continuo a lavorare e a vivere con la stessa convinzione e trovo la vita ugualmente ricca di significato, anche se non ho quasi più il coraggio di dirlo quando mi trovo in compagnia.
La vita e la morte, il dolore, la gioia e le persecuzioni, le vesciche ai piedi e il gelsomino dietro la casa, le innumerevoli atrocità, tutto, tutto è in me come un unico, potente insieme e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio.
Un'altra consapevolezza, quella di non essere capace di odiare gli uomini malgrado il dolore e l'ingiustizia che ci sono al mondo, la coscienza che tutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi: e perciò sono più familiari e assai meno terrificanti. Quel che fa paura è il fatto che certi sistemi possono crescere al punto da superare gli uomini e da tenerli stretti in una morsa diabolica, gli autori come le vittime.
Dal Diario (1941- 43) di Etty Hillesum
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