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L’ORO BLU IN UN MONDO CHE CAMBIA

Nuove strategie per l’impiego dell’acqua nel territorio rurale lombardo

Padiglione Villoresi, sabato 11 Novembre, ore 17.30

Programma
L’acqua una ricchezza ecologica del territorio Il reticolo idrico minore, la conservazione dell’acqua nel suolo, il ruolo depurativo del sistema agricolo … la pianura come un giardino di giochi d’acqua
Arch. Gioia Gibelli, consigliere Parco Ticino

Gestire l’acqua nella complessità
La gestione degli usi plurimi e il ruolo multifunzionale dei consorzi di bonifica
Ing. Alessandro Folli, pres. Consorzio Villoresi

Le metropoli e l’acqua Strategie di adattamento al cambiamento climatico
Dott. Alessandro Russo, pres. Gruppo CAP
Segue dibattito

Mai come quest’anno ci siamo resi conto che il clima sta cambiando. L’estate più calda, lunga e siccitosa che possiamo ricordare. Un’occasione importante per riflettere sulle sfide climatiche che attendono primo fra tutti il mondo agricolo, ma di conseguenza il nostro intero ambiente, che dall’agricoltura non può prescindere. Perciò il tema dell’acqua diventa fondamentale, e le scelte che in questo campo vengono fatte si riflettono sul nostro territorio e sulla sua vivibilità attuale e futura. L’uso dell’acqua, come immagazzinarla e renderla disponibile anche attraverso le scelte di quale agricoltura e quale paesaggio sono argomenti complessi, da approfondire con l’aiuto di esperti e studiosi. Sarà quello che faremo al Padiglione Villoresi. E’ anche importante che i nostri ragazzi capiscano cosa c’è in gioco. Per questo lo spazio dedicato alle scuole aumenta e viene strutturato a loro misura. Immaginiamo che su un terreno sia stesa una grande spugna: arriva un temporale forte e la spugna trattiene l’acqua cedendola poco a poco. Se la spugna non c’è, l’acqua dilava il terreno trascinandolo con sé nel suo percorso. La spugna in agricoltura è la sostanza organica; più un terreno ne è ricco e più trattiene l’acqua, più è impoverito più velocemente si dilava e si asciuga. Questo è solo un esempio per far capire le enormi implicazioni che il modo di fare agricoltura può avere sull’ambiente. Un’agricoltura circolare, cioè attenta a recuperare all’interno del proprio ciclo produttivo le risorse sottratte dall’attività, avendo cura di ripristinare la giusta sintonia con gli elementi naturali e territoriali, crea un ambiente più attrezzato a superare qualsiasi difficoltà. Dalle sorgenti al mare, sono tanti gli usi che si possono fare dell’acqua. Alcuni di essi sembrano, e ancora in molti casi sono, in competizione fra loro. La sfida è che ogni attore dell’uso dell’acqua non ragioni in termini utilitaristici,ma in termini di benefici per la collettività, creando sinergie e favorendo gli utilizzi plurimi di una risorsa preziosa come e più dell’oro per tutti noi. Sono argomenti complessi, che però è importante capire. Ci condurrà in questo percorso l’Arch. Gioia Gibelli, Consigliere del Parco del Ticino, parlandoci del reticolo idrico minore che caratterizza il nostro territorio, di come può essere migliorata la conservazione dell’acqua nel suolo e dell’importante ruolo depurativo che può rivestire il sistema agricolo; l’Ing. Alessandro Folli, Presidente del Consorzio Villoresi, ci parlerà di come il Consorzio, nato con una specifica funzione, abbia ampliato il suo ruolo attraverso la gestione degli usi plurimi dell’acqua e ci spiegherà che il mancato utilizzo dell’acqua in agricoltura non è forse il miglior sistema per risparmiarla e renderla disponibile all’interno di un territorio; infine l’Ing. Alessandro Russo, Presidente del Gruppo CAP, ci aprirà nuove prospettive sulla possibilità di recuperare e riutilizzare le acque con un approccio innovativo di economia circolare. Inoltre una interessantissima mostra a cura del Parco del Ticino ci mostrerà come il sistema delle marcite abbia non solo il compito di produrre erba anche in inverno, ma anche un ruolo importante di depurazione del territorio.


Note organizzative
Per informazioni: Giovanni Molina, dottore agronomo 348 7833765 - giovanni.molina@alice.it
l’evento è organizzato in collaborazione con la Federazione Regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia
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